Faustini F.

Problematiche di qualità e sicurezza delle acque potabili e dispositivi commerciali per il trattamento domestico

Rivista : Anno 41/Numero 2

Numerosi provvedimenti normativi, sia nazionali che europei, sono stati emanati nel tempo per regolamentare gli standard qualitativi delle acque “per l’uomo”: potabili, “di sorgente” e minerali naturali. Per ciascuna tipologia esiste una normativa specifica, costantemente aggiornata fino ai giorni nostri, che prevede controlli per parametri organolettici, chimici, fisici, chimico‐fisici e microbiologici.
I livelli massimi ammissibili, stabiliti in base a diversi criteri, sono elencati nei relativi allegati tecnici. Le acque potabili, diversamente da quelle minerali e di sorgente, possono derivare anche da acque superficiali ed essere sottoposte a trattamenti di potabilizzazione. Numerose problematiche sono però emerse negli ultimi anni relativamente alla gestione delle acque potabili, sia per un’aumentata richiesta al consumo che per le caratteristiche idrogeologiche del territorio e per lo stato non ottimale di impianti e reti di distribuzione. Forse anche in conseguenza a queste problematiche emergenti si sono diffuse in Italia le “caraffe filtranti”, utilizzate per trattare ulteriormente l’acqua di rubinetto già potabile; scopo dichiarato di queste “caraffe” è quello di ottenere un’acqua di maggiore purezza. Questa situazione, venutasi a creare anche per l’assenza di una normativa tecnica specifica, ha suscitato reazioni controverse ma anche l’intervento di alcune Procure. Le caraffe filtranti, infatti, oltre a modificare le caratteristiche dell’acqua anche in senso sfavorevole per il consumatore, non hanno la stessa efficacia su acque diverse. Il recente D.M.25/2012, che disciplina i requisiti tecnici e costruttivi di caraffe e altri sistemi di trattamento acqua, obbligherà nel breve periodo le ditte produttrici a rendere queste apparecchiature conformi al disposto di legge.


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