Stacchini P.

Valutazione dei livelli di presenza di cadmio in matrici alimentari: studio pilota a livello nazionale

Rivista : Anno 40/Numero 3

Il cadmio (Cd) è un metallo pesante presente nell’ambiente sia per cause naturali sia come conseguenza di processi industriali e agricoli. Per la popolazione generale, ad eccezione dei fumatori, la fonte principale di esposizione al cadmio è rappresentata dagli alimenti. Tale metallo è responsabile di una molteplicità di effetti tossici sulla salute umana. Lo IARC ha classificato il cadmio come cancerogeno per l’uomo (Gruppo 1). Lo scopo di questo studio è stato verificare la presenza di cadmio in differenti matrici alimentari prelevate nella grande distribuzione italiana. La presenza di cadmio negli alimenti è stata determinata in ottemperanza a quanto previsto dal Regolamento 882/2004 e dal Regolamento 333/2007. Il metodo utilizzato è stato validato in conformità con la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025/2005 ed è continuamente monitorato attraverso la partecipazione in differenti circuiti di valutazione interlaboratorio. Sono stati prelevati complessivamente 224 campioni rappresentativi dei nove gruppi alimentari più significativi della dieta media italiana (cereali e derivati, frutta e vegetali, carne, pesce, uova, latte e derivati, oli e grassi, dolci e bevande). I livelli di cadmio riscontrati negli alimenti analizzati sono in linea con i dati relativi allo stato di contaminazione riscontrato recentemente negli altri paesi europei. Si conferma una contaminazione più significativa in quelle matrici – molluschi, organi di animali da reddito – maggiormente esposte al rischio di bioaccumulo.



Cadmium (Cd) is an heavy metal found as an environmental contaminant, both through natural occurrence and from industrial and agricultural sources. Foodstuffs are the main source of cadmium exposure for the nonsmoking general population. This metal is responsible for toxic effects on human health. IARC classified cadmium as humans carcinogenic agent (Group I). The aim of this study was to estimate cadmium content in different food items collected in the Italian distribution. Cadmium content in food was determined in compliance with Regulation 882/2004 and Regulation 333/2007. The method has been validated in compliance with UNI CEI EN ISO/IEC 17025/2005 and is continuously monitored through the participation in several proficiency testing. A total of 224 food samples, representative of nine most significant food groups of the Italian diet (cereals and cereals products, fruits and vegetables, meat, fish, eggs, milk and dairy products, oils and fats, sweets and drinks) were sampled. Cadmium levels detected are consistent with the other European data and high levels were found in certain food products belonging to species affected by risk of bioaccumulation such fish species (cephalopods and crustaceans), livestocks and offal.

Livelli di nitrato negli alimenti vegetali: il caso dei prodotti orticoli italiani

Rivista : Anno 40/Numero 2

Gli attuali orientamenti scientifici attribuiscono ai prodotti vegetali un ruolo sempre più importante dal punto di vista nutrizionale. Questa tipologia di alimento può rappresentare, altresì, una significativa fonte di composti potenzialmente nocivi, come per esempio i nitrati, residui di trattamenti eseguiti con fertilizzanti e ammendanti. A causa del loro impiego come additivi alimentari, i nitrati (E251, E252) ed i nitriti (E249, E250) hanno assunto un importante rilievo sanitario. La DGA definita dal JECFA è 3,7 mgdie-1 per unità di peso corporeo per i nitrati e 0,07 mgdie-1 per i nitriti. L’assorbimento e l’accumulo di nitrati negli ortaggi è fortemente dipendente dalle condizioni climatiche. Il Regolamento comunitario (CE) 1881/2006 ha definito per la presenza di nitrati negli alimenti vegetali dei limiti variabili compresi tra 2000 e 3000 mgkg-1, in funzione della specie considerata ed il periodo di raccolta. In questo lavoro si è valutato il tenore di nitrati in 65 campioni orticoli rappresentativi dei consumi nazionali italiani, attraverso la cromatografia ionica. Allo scopo di valutare l’effetto medio delle condizioni climatiche, i campioni sono stati prelevati nel periodo compreso fra ottobre 2009 e dicembre 2010. I risultati ottenuti confermano i dati già disponibili in letteratura ed evidenziano come gli alimenti vegetali che maggiormente contribuiscono all’assunzione di nitrato siano gli ortaggi a foglia larga (lattuga, spinaci), finocchi e sedano.



Vegetable food products have a nutritional key rule because the undisputed healthy properties. Nevertheless this kind of food could became an important path to the ingestion of harmful substances such nitrates and nitrites. On the other side this substances are frequently used as food additives (nitrates: E251, E252; nitrites: E249, E250). The values RDA for nitrates and nitrites were set up by the JECFA and the related values are respectively 3,7 and 0,07 mgdie-1 for body weight. Absorption and bio-accumulation are depending on meteorological conditions. Commission Regulation (EC) 1881/2006 set maximum residues levels, by products and harvest time. This values are between 2000 and 3000 mgkg-1. Especial exceptions were described for country not yet ready to satisfied the requirement. In order to evaluate the actual Italian situations, 65 sample of typically consumed hor ticulture products were collected from October 2009 to December 2010. Nitrate was analyzed by IC-HPLC. Results confirm literature data and underline how leafy vegetables (lettuce and spinach), fennels and celery are the main vegetables food to contribution of the nitrate intake.

Exposure to Cr, Cu and Zn: the case of fish products

Rivista : Anno 40/Numero 1

Recenti studi hanno evidenziato il ruolo degli alimenti nella prevenzione ed insorgenza di patologie legate, sia direttamente che indirettamente, a squilibri alimentari. Allo stesso tempo, programmi di monitoraggio svolti in ambito nazionale ed internazionale (FAO/WHO, EFSA) hanno focalizzato l’attenzione sui problemi legati alla presenza di oligoelementi negli alimenti, in particolare nei prodotti ittici. Scopo di questo studio è la valutazione dell’esposizione umana al rame, zinco e cromo attraverso l’assunzione di prodotti ittici di largo consumo in Italia. Le tecniche utilizzate per la determinazione degli oligoelementi sono state la spettrometria di massa a plasma accoppiata induttivamente (QICP- MS) e la spettrometria ad assorbimento atomico con generazione (Hg-AAS). I metodi utilizzati per l’analisi sono validati in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025/2005. L’esposizione alimentare è stata valutata combinando i dati di concentrazione ottenuti con i dati di consumo forniti dall’Istituto Nazionale per la Ricerca degli Alimenti e della Nutrizione (INRAN). Inoltre la valutazione dell’esposizione è stata correlata ai dati di intake settimanale di prodotti ittici per una popolazione di adulti e di infanti. I risultati hanno dimostrato che ciascun tipo di prodotto ittico preso in esame contribuisce in maniera sostanzialmente equivalente all’intake di ciascun oligoelemento e che l’intake non sembra essere influenzato dalla scelta del prodotto.



Research in recent years has highlighted the role of nutrition in prevention and beginning of pathologies directly or indirectly related to dietary imbalances. Simultaneously, national and international monitoring programmes (FAO/WHO, EFSA) have focused the attention on health problems linked to the presence of trace elements chemicals in food, and in fish products in particular. The aim of this study is to evaluated the human exposure to trace nutritional (copper, zinc and chromium) through ingestion of fish products commonly consumed in Italy. Elements were performed by inductively coupled plasma mass spectrometry (Q-ICP-MS) and hydride generation AAS (Hg-AAS). All methods are validated in compliance with UNI CEI EN ISO/IEC 17025/2005 regulation. The exposure evaluation has been set by the combination of concentrations with the last Italian consumption food data (National Institute for Food and Nutrition Research - INRAN). Moreover this study propose the exposure evaluation correlated to typical weekly intake of fish and fish products for adults and infants population. The results show that each kind of fish product examined contributed an essentially equivalent amount of the overall intake of each element. The intake of nutritional elements appears not unaffected by the choice of product.

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