I pericoli del grasso viscerale
Il grasso viscerale è uno dei più pericolosi nemici della salute. Si tratta di un grasso metabolicamente attivo che, se presente in quantità eccessive, può aumentare il rischio di malattie croniche, Infatti gli adipociti viscerali sono in grado di secernere ormoni, tra cui angiotensinogeno, resistina, leptina, adiponectina, molecole in grado di interagire con organi ed apparati, concorrendo all’in-sorgenza e al mantenimento di dislipidemia, ipertensione, diabete di tipo 2. Di conseguenza il Bmi non può essere l’unico parametro di riferi-mento nella valutazione di un soggetto in so-vrappeso.
Una recente ricerca presentata al 1° “Interna-tional Congress on Abdominal Obesity” di Hong Kong, condotta allo Hammersmith Hospital di Londra dal Clinical Sciences Centre del Medical Research Council (vale a dire il CNR britannico) con il Metabolic and Molecular Imaging Group, ha dimostrato che l’assunzione di orlistat 60 mg nell’ambito di un corretto piano dietetico per 12 settimane può portare a una significativa ridu-zione non solo del peso corporeo (5%), ma anche del grasso viscerale (pari al 10% rispetto al basa-le) e una riduzione media della circonferenza vita di 4,5 cm. Michele Carruba, direttore del Centro di Studio e Ricerca sull’obesità dell’Università di Milano sottolinea che Orlistat inattiva parte delle lipasi, impedendo l’assorbimento di circa un quarto dei grassi assunti con la dieta, che viene eliminato con le feci. Il meccanismo d’azione va spiegato ai pazienti per evitare effetti collaterali correlati ad esempio ad un eccessivo introito lipidico. Infatti nelle donne che assumono contraccettivi orali si consiglia il ricorso al condom, perché un’eventuale diarrea protratta potrebbe vanificare l’efficacia della pillola. Inoltre poiché si ha un’ovvia perdita di vitamine liposolubili, occorre una supplementazione di queste vitamine tenuto conto che il trattamento dura 6 mesi.
Lo studio britannico presentato a Hong Kong non è nato per caso, ma è stato sollecitato dai risultati di un sondaggio condotto in 21 nazioni europee. Ne è emerso che l’88% degli intervistati non conosceva i rischi del grasso viscerale. Un atteggiamento simile è stato rilevato anche in Italia, dove si è conclusa la campagna finanziata da GSK Consumer Healthcare, battezzata scherzosamente “Giro di… taglia” (per ottenere una grande divulgazione) con la collaborazione dell’ADI (Associazione Italiana di Nutrizione e Dietetica clinica).
I dati salienti della situazione italiana dicono che, mentre in Piemonte le quote di sovrappeso si aggirano sul 32,4%, in Campania la percentuale sale al 41,3% negli adulti e al 49% nell’ambito pediatrico, tale da far inquadrare il problema campano come una vera “emergenza sociale”.
FOSAN