Digiuno, alcool, porfiria

Autori/Authors : Pellati R.

La porfiria acuta intermittente è una malattia rara che, se non affrontata opportunamente, può avere gravi conseguenze (paralisi motoria, collasso, coma). È causata dall’accumulo di sostanze chimiche dette porfirine (pigmenti rosso-porpora) o dai loro precursori.
Il primo sintomo di un attacco acuto è quasi sempre rappresentato da un forte dolore addominale con possibile coin-volgimento della schiena e delle cosce.
L’attacco acuto è sovente provocato dall’assunzione di alcool o da diete fortemente ipocaloriche protratte o farmaci. Le donne hanno un rischio tre volte maggiore di attacchi acuti rispetto agli uomini.
Per la diagnosi di un attacco acuto sono necessari esami accurati su urine, sangue e feci.
Secondo Maria Domenica Cappellini (Dipartimento di Medicina Interna Uni-versità di Milano-Fondazione Ospedale Mangiagalli) è importante che queste indagini vengano eseguite prima possibile dall’inizio della sintomatologia, per intervenire correttamente. Un modo semplice ed economico di fare diagnosi su un dolore addominale di cause ignote è rappresentato dalla raccolta di un campione di urine e dalla successiva esposizione alla luce per almeno 30 minuti: se le urine virano verso un rosso molto caratteristico (rosso porto) il so-spetto di attacco acuto di porfiria è molto forte.
Il riconoscimento precoce della pato-logia consente una terapia immediata specifica: la somministrazione endovenosa di “emina umana”.
L’emina umana serve a sopperire alla carenza di eme (un costituente dell’emo-globina) nel fegato e previene la richiesta del corpo di aumentare il fabbisogno delle sostanze chimiche (porfirine e precursori) necessarie per la produzione dell’eme.
Nell’attesa di somministrare emina, si può somministrare glucosio, o tavolette di zucchero.

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